Dall’inizio delle operazioni di salvataggio nel marzo 2016, il 24 per cento delle persone tratte in salvo dall’equipaggio di Sos Mediterranée era minorenne: su 43.219 persone soccorse fino all’aprile 2026, ben 10.505 avevano meno di 18 anni. Tra questi, l’80 per cento, oltre 8.300 ragazzi e ragazze, viaggiava da solo, senza un genitore o un tutore accanto. È il quadro che emerge dal dossier Soli in mare, pubblicato da Sos Mediterranée per documentare con dati e testimonianze raccolte a bordo il fenomeno dei minori non accompagnati che attraversano il Mediterraneo centrale.

Dietro i numeri ci sono storie di bambini e adolescenti che affrontano da soli uno dei viaggi più pericolosi del mondo. E non sempre arrivano. Secondo stime Unicef, negli ultimi dieci anni almeno 3.500 minori sono scomparsi nel Mediterraneo centrale. Un dato che il dossier richiama per ricordare quanto sia reale e quotidiana una tragedia che spesso non fa notizia. Tra i casi che hanno segnato l’equipaggio della Ocean Viking c’è quello di una bambina di 7 anni salita a bordo già in fin di vita, deceduta in seguito all’ospedale di Malta.

L’entrata in vigore, lo scorso 12 giugno, del nuovo Patto europeo su Migrazione e Asilo introduce ulteriori elementi di preoccupazione per la tutela dei minori stranieri non accompagnati. Il dossier di Sos Mediterranee segnala diversi rischi concreti: la possibilità di trattenere i minori per periodi prolungati alle frontiere esterne dell’Unione europea, in contesti con scarsi servizi specializzati, procedure di accertamento dell’età che potrebbero portare a classificare erroneamente come adulti soggetti ancora minorenni, privandoli delle tutele di legge, iter accelerati che riducono il tempo a disposizione per comprendere i propri diritti e accedere a un’adeguata assistenza legale e possibili rallentamenti nella nomina dei tutori e nell’attivazione dei percorsi di protezione, inclusi quelli sanitari, psicologici ed educativi.

Qui potete scaricare e leggere il dossier completo