I minori stranieri non accompagnati sono minorenni privi di cittadinanza italiana o di un Paese dell’Unione europea che si trovano, per qualsiasi causa, nel territorio dello Stato senza assistenza e rappresentanza legale da parte dei genitori o di altri adulti legalmente responsabili secondo la normativa italiana.
Di questi giovani, fino al compimento dei 18 anni, si prendono cura i tutori volontari, che agiscono come rappresentanti legali: vigilano sulle condizioni di accoglienza, promuovono il loro benessere psicofisico e monitorano i percorsi educativi e di integrazione. La figura del tutore volontario è stata introdotta nel 2017 con la cosiddetta Legge Zampa.
Il tema è stato al centro di un seminario svoltosi all’Università del Piemonte Orientale, alla presenza della professoressa Elena Allegri (Sociologia delle migrazioni), dei professori Davide Servetti e Giacomo Balduzzi (Diritto ed economia dell’inclusione sociale) e di Giovanni Ravalli, garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza del Piemonte.
Le assistenti sociali del Cissaca, Cristina Carosio e Tiziana Piras, hanno illustrato la situazione ad Alessandria e nei comuni del Consorzio: dal 2014 sono stati accolti circa 280 minori, provenienti da Albania, Egitto, Afghanistan, Tunisia, Gambia, Colombia, Venezuela, Costa d’Avorio, Algeria, Pakistan, Perù, Turchia e Ucraina. Si tratta prevalentemente di maschi tra i 15 e i 17 anni.
Negli ultimi anni si è assistito a un cambiamento significativo: da una migrazione orientata alla ricerca di migliori opportunità, spesso inserita in un progetto individuale o familiare, si è passati a percorsi segnati dalla fuga da gravi squilibri economici e da conflitti armati, al termine di viaggi lunghi e pericolosi.
Durante l’incontro è stato evidenziato l’aumento della complessità dei bisogni e dei livelli di sofferenza. “Non sono più sufficienti i supporti tradizionali: è necessaria una presa in carico che includa un approccio etnoclinico, capace di leggere il bisogno, accogliere, sostenere e curare” hanno spiegato le assistenti sociali.
Una volta giunti in Italia, i minori si autosegnalano oppure vengono intercettati dalle forze dell’ordine. Successivamente vengono inseriti in comunità educative, affidati a famiglie selezionate dai servizi sociali oppure a parenti entro il quarto grado. Il Tribunale per i minorenni provvede quindi alla nomina di un tutore, volontario o istituzionale.
I tutori volontari seguono un percorso formativo organizzato dall’Università di Torino, articolato in sei lezioni che si svolgono il sabato mattina, come illustrato dalla dottoressa Marika Tigani.
Nel corso del seminario sono intervenute anche Paola ed Elisa, due tutrici volontarie, che hanno raccontato la loro esperienza quotidiana: dalla gestione delle pratiche per il permesso di soggiorno alla richiesta di esenzione dal ticket sanitario, dall’orientamento scolastico all’iscrizione a scuola, fino al delicato passaggio alla maggiore età, momento in cui cessano le tutele previste dalla legge.
Sono intervenute inoltre Alice Del Bianco della Cooperativa Azimut, attiva nell’accoglienza, Chiara Bergaglio del Cpia 1 Alessandria ed Esther Garcia dell’Associazione Cambalache. L’incontro è stato moderato da Luca Pavani (Università del Piemonte Orientale).






