Nel 2025 l’Italia ha rilasciato 426.956 nuovi permessi di soggiorno a cittadini non comunitari, il 47,2 per cento in più rispetto al 2024. A trainare la crescita sono soprattutto i ricongiungimenti familiari, mai così numerosi negli ultimi quindici anni, e i permessi per studio. Calano invece le domande di asilo, mentre sale la quota di quelle respinte. È il quadro tracciato dal report Istat Cittadini non comunitari in Italia – Anno 2025, che per il Piemonte segnala un dato in particolare: la regione è tra le prime quattro per rilascio di permessi per asilo e protezione.
Dopo due anni di calo, i nuovi ingressi tornano a salire: si tratta del valore più alto dell’ultimo quindicennio, superato solo dal picco del 2022 legato all’arrivo dei profughi ucraini. La crescita è più marcata per le donne (+56,5 per cento) che per gli uomini (+41,6 per cento), e la quota femminile sale al 39,6 per cento.
I permessi per famiglia sono il primo motivo di ingresso: 168.733, pari al 39,5 per cento del totale, con un aumento del 61,2 per cento. Quasi la metà (47,9 per cento) riguarda minori, e in oltre il 23 per cento dei casi si tratta di bambini nati in Italia. Secondo l’Istat, l’impennata potrebbe essere legata alla corsa a presentare le domande prima dell’entrata in vigore dei nuovi requisiti più restrittivi sul ricongiungimento, introdotti a fine 2024.
Record anche per gli studenti: oltre 35mila permessi per studio (+76 per cento), il massimo dal 2010, grazie a borse di studio, esoneri dalle tasse e corsi in inglese offerti dagli atenei. Ai primi posti Cina, Turchia e Iran.
I permessi per lavoro crescono del 45,9 per cento e sfiorano i 59mila, ma restano molto al di sotto dei 165mila ingressi programmati per il 2025 dal decreto flussi. L’83,2 per cento è andato a uomini. India e Marocco sono i primi Paesi di provenienza, soprattutto per lavoro stagionale; nel 2025, però, i permessi per lavoro dipendente (32.826) superano quelli stagionali (20.526), a differenza dell’anno precedente.
I permessi per asilo e altre forme di protezione aumentano del 30,5 per cento e rappresentano il 31,8 per cento dei nuovi rilasci. Il Bangladesh è il primo Paese di origine, seguito da Ucraina, Perù, Pakistan ed Egitto. Sul piano territoriale, la Lombardia concentra il 19,8 per cento di questi permessi, seguita da Campania (11), Emilia-Romagna e Piemonte, entrambe all’8,4. Il report conferma inoltre il peso del Nord-ovest, dove vive il 36 per cento dei cittadini non comunitari regolarmente presenti in Italia.
Nel 2025 le prime richieste di asilo sono scese a circa 128.700, il 15 per cento in meno rispetto alle 151.120 del 2024. Le Commissioni territoriali hanno esaminato 104.560 prime istanze, quasi 26mila in più dell’anno precedente, respingendone il 70 per cento: sei punti in più rispetto al 2024. I tassi di diniego più alti riguardano Marocco, Sri Lanka e Bangladesh, mentre quasi tutte le domande di cittadini del Burkina Faso e del Mali sono state accolte.
Al 31 dicembre 2025 i cittadini non comunitari con permesso valido sono 4.030.016 (+5,8 per cento). Il 46,6 per cento ha un permesso di lungo periodo, segno di una presenza ormai stabile. In controtendenza gli ucraini (-21,4 per cento), a seguito dello stop al rinnovo automatico della protezione temporanea.
Scendono le acquisizioni di cittadinanza: poco più di 178mila non comunitari sono diventati italiani (-10,9 per cento), soprattutto albanesi e marocchini. Crolla la cittadinanza per discendenza (-41,6 per cento), effetto della nuova legge del 2025 che ha introdotto un limite generazionale.
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