Nel secondo trimestre del 2026 il mercato del lavoro italiano continua a crescere, ma i dati Istat mostrano un divario persistente tra lavoratori italiani e stranieri: il tasso di occupazione aumenta molto più lentamente per la componente straniera, mentre quello di disoccupazione resta quasi doppio rispetto agli italiani.
Secondo l’ultimo comunicato Istat Il mercato del lavoro, nel secondo trimestre 2026 l’occupazione italiana ha raggiunto 24 milioni 363 mila persone, con una crescita di 155 mila unità rispetto al trimestre precedente e di 246 mila nell’arco di un anno. Il tasso di occupazione 15-64 anni sale al 63,4 per cento, quello di disoccupazione scende al 5,9 per cento e quello di inattività scende al 32,5 per cento. Nel complesso, dunque, la fotografia è positiva: più lavoro, meno disoccupazione, meno inattività.
Guardando alla scomposizione per cittadinanza, però, il quadro si complica. Il tasso di occupazione degli italiani cresce di 0,8 punti percentuali su base annua, raggiungendo il 63,5 per cento, quello degli stranieri, pur restando sostanzialmente allineato (63 per cento), avanza di appena 0,2 punti. Un ritmo di crescita quattro volte più lento.
Sul fronte della disoccupazione, il differenziale resta ampio: il tasso è del 5,6 per cento tra gli italiani e dell’8,3 per cento tra gli stranieri. Il calo su base annua è stato più marcato per la componente straniera (-1,0 punti contro -0,6 degli italiani), ma il livello di partenza resta molto più alto, e il gap assoluto si mantiene sostanzialmente invariato.
Anche sull’inattività il trend diverge: mentre tra gli italiani il tasso scende (-0,4 punti, al 32,6 per cento), tra gli stranieri sale (+0,5 punti, al 31,3 per cento), segnalando una maggiore fragilità nei percorsi di ingresso o permanenza nel mercato del lavoro.
Il dato più critico riguarda le donne di cittadinanza straniera. Il loro tasso di occupazione si ferma al 48,8 per cento, quasi 29 punti sotto quello degli uomini stranieri (77 per cento) e circa 7 punti sotto quello delle donne italiane (55,6 per cento). Il tasso di disoccupazione femminile straniero è il più alto tra tutte le categorie osservate, al 9,7 per cento, e il tasso di inattività raggiunge il 45,8 per cento, in ulteriore aumento (+1,2 punti in un anno). Si tratta di uno scarto strutturale che i dati trimestrali confermano da tempo e che riflette barriere di accesso al lavoro spesso legate a carichi di cura familiare, riconoscimento dei titoli di studio e discriminazioni nei processi di selezione.
Qui potete scaricare e leggere i dati completi dell’Ista






