Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto-legge che dà attuazione al Patto dell’Unione europea sulla migrazione e l’asilo, siglato il 14 maggio 2024. Il provvedimento allinea l’ordinamento italiano a una serie di direttive e regolamenti europei che ridisegnano le procedure di accoglienza, identificazione e rimpatrio dei cittadini stranieri alle frontiere esterne dell’Ue.
Nel cuore del testo si trova la disciplina dell’intero ciclo della domanda di protezione internazionale: dalla prima manifestazione di volontà fino alla formalizzazione della richiesta e al rilascio dei relativi documenti. Una delle novità più concrete riguarda l’accesso al mercato del lavoro: il periodo di preclusione lavorativa per i richiedenti asilo viene innalzato a 90 giorni, rispetto alle tempistiche precedenti. Sul fronte delle procedure, il decreto interviene sulla gestione degli stranieri intercettati in seguito ad attraversamenti irregolari o a operazioni di salvataggio in mare. In questi casi è prevista la conduzione presso appositi punti di crisi, dove saranno effettuati controlli sanitari, di vulnerabilità e di sicurezza, nonché il rilevamento fotodattiloscopico e segnaletico con trasmissione dei dati al sistema Eurodac. È introdotto anche un fermo amministrativo per accertamenti, soggetto a comunicazione al procuratore della Repubblica e a convalida del giudice di pace, con garanzie specifiche per i minori.
Aggiornata anche la disciplina relativa alle misure restrittive della libertà personale: il testo regolamenta l’obbligo di residenza in un luogo determinato, disposto dal prefetto nei casi previsti dalla legge, la valutazione del rischio di fuga, le misure alternative al trattenimento e la gestione del trattenimento stesso, prevedendo la possibilità di reclamo giurisdizionale.
Sul piano istituzionale, il provvedimento potenzia le Commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale e amplia le competenze delle sezioni specializzate in materia di immigrazione dei tribunali. Vengono inoltre istituite sezioni stralcio per smaltire l’arretrato e previsti interventi di rafforzamento dell’amministrazione giudiziaria. Per garantire la continuità operativa, il decreto include disposizioni transitorie destinate alla prima fase di applicazione delle nuove norme.
Infine, l’Italia si dota di un punto di accesso nazionale al sistema Eurodac, la banca dati europea delle impronte digitali e delle immagini facciali, collocato presso il Dipartimento della pubblica sicurezza, con l’interconnessione del sistema automatizzato di identificazione biometrica.






