Arrivi via mare per luogo di partenza
Al 1° gennaio 2025, in Italia erano presenti 5 milioni e 898mila stranieri, con un incremento di 143mila unità rispetto all’anno precedente: lo stima la Fondazione Ismu. Crescono i residenti, che raggiungono quota 5 milioni e 371mila, mentre restano sostanzialmente stabili i soggiornanti regolari non iscritti in anagrafe (188mila) e le persone in condizione di irregolarità: Ismu stima che siano 339mila.
Per quanto riguarda la scuola, Fondazione Ismu stima che siano circa 930mila gli alunni con cittadinanza non italiana iscritti dalle scuole dell’infanzia a quelle secondarie di secondo grado, con un’incidenza dell’11,6 per cento sul totale della popolazione scolastica.
Sul fronte del lavoro, in un contesto di progressivo invecchiamento demografico, l’immigrazione continua a rappresentare un fattore cruciale per la tenuta del mercato del lavoro. Nel 2024 le forze di lavoro straniere sono cresciute di oltre il 4 per cento, arrivando a rappresentare circa l’11 per cento del totale, mentre oltre 133mila dei nuovi occupati erano cittadini stranieri. Sono questi alcuni dei principali dati e riflessioni che emergono dal 31° Rapporto sulle Migrazioni di Fondazione Ismu, presentato il 25 febbraio a Milano.
Verso i 6 milioni di stranieri
Si stima che, sulla base dei dati Istat, al 1° gennaio 2025 in Italia siano presenti complessivamente 5 milioni e 898mila cittadini stranieri, con un incremento di 143mila unità rispetto all’anno precedente. Tra i presenti, i residenti sono 5 milioni e 371mila, pari al 9,1 per cento della popolazione residente complessiva.
Provenienze
Per quanto riguarda le provenienze, al 1° gennaio 2025 i romeni rappresentano la comunità più numerosa con 1 milione e 53mila residenti (19,6 per cento del totale), seguiti da albanesi e marocchini (entrambi al 7,7 per cento). Nel loro insieme, queste tre comunità rappresentano il 35 per cento dei residenti stranieri e si configurano come collettività storicamente consolidate e stabilmente radicate.
Acquisizioni di cittadinanza
I processi di stabilizzazione si riflettono nella crescita delle acquisizioni di cittadinanza italiana, che nel decennio 2015-2024 superano 1 milione e 600mila unità e, a partire dal 2022, sono tornate stabilmente oltre la soglia delle 200mila l’anno, dopo un periodo (2017-2021) caratterizzato da livelli inferiori per effetto di fattori socio-politici ed economici, della pandemia da Covid-19 e di cambiamenti intervenuti nelle modalità di acquisizione (es. quella per matrimonio). Particolarmente rilevante è il contributo dei minori e dei giovani sotto i 20 anni, che nel decennio totalizzano oltre 620mila acquisizioni.
Come si diventa cittadini italiani
Passando ai canali di acquisizione della cittadinanza, nel periodo 2015-2024 la residenza si conferma stabilmente il principale titolo di acquisizione, mentre la trasmissione dai genitori ai minori rappresenta la seconda modalità più rilevante. Le acquisizioni per matrimonio mostrano un andamento complessivamente stabile nel tempo, mentre l’elezione di cittadinanza, tipicamente associata ai giovani nati o cresciuti in Italia, registra valori più contenuti ma in aumento soprattutto nel 2022-2024.
Ingressi via mare
Dopo il picco registrato nel 2023 (circa 158mila arrivi via mare) e la forte inversione di tendenza nel 2024 (66mila arrivi, -57,9% rispetto all’anno precedente), nel 2025 gli arrivi via mare sono rimasti stabili: (66mila arrivi, -0,5% rispetto al 2024). La contrazione degli sbarchi osservata nell’ultimo biennio è strettamente connessa all’intensificazione delle attività di intercettazione in mare, che tra il 1° gennaio 2023 e il 31 luglio 2025 hanno riguardato complessivamente circa 236mila persone.
Una rotta pericolosa
La rotta del Mediterraneo centrale continua a essere caratterizzata da un’elevata pericolosità. Se il 2023 è stato un anno particolarmente tragico (almeno 2.526 morti), nel 2024 la mortalità in mare è stata più elevata in rapporto al numero di arrivi (1.810 morti e dispersi, 27 decessi ogni 100) e il dato del 2025 si mantiene su livelli inferiori al 2024 (almeno 1.342 morti e dispersi).
Arrivi via terra
Per quanto riguarda gli ingressi via terra, i dati disponibili indicano nel 2023 oltre 12mila arrivi alla frontiera italo-slovena (dati Unhcr). Nel 2024 il numero scende a circa 7.300, mentre nei primi otto mesi del 2025 si attestano intorno a 3.900. Le principali cittadinanze coinvolte lungo questa rotta risultano Bangladesh, Afghanistan, Marocco, Pakistan e Turchia.
Richieste d’asilo
L’andamento delle richieste d’asilo riflette la dinamica degli ingressi. Nel 2024 sono state presentate circa 151mila domande, mentre nel 2025 se ne contano 126.630, in calo del 16,2 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Al 31 dicembre 2025 risultavano oltre 234mila pratiche pendenti, alla stessa data del 2024 erano circa 207mila. Le principali cittadinanze tra i richiedenti asilo sono Bangladesh, Pakistan, Marocco, Egitto e Perù tra gli uomini, mentre tra le donne prevalgono le provenienze latinoamericane, in particolare Perù, Colombia e Venezuela. Gli esiti mostrano una crescita dei dinieghi – esito che ha riguardato il 70,2 per cento delle domande nei primi 9 mesi del 2025 a fronte del 64,1 del 2024 e del 52 per cento del 2023, soprattutto per cittadinanze come Bangladesh, Egitto e Tunisia, con tassi di rigetto superiori all’80 per cento.
Qui potete scaricare il Rapporto della Fondazione Ismu+
Qui potete rivedere la presentazione del Rapporto






