La casa come elemento fondamentale dell’integrazione: giovedì 2 ottobre, nella sede di Cultura e Sviluppo, il Consiglio Territoriale per l’Immigrazione si è riunito in seduta plenaria per dare il via al Tavolo sull’Abitare del progetto AgorAl 4. Tra i temi anche i dati del Sai, i nuovi strumenti digitali, i rimpatri volontari assistiti e la formazione per gli operatori.
Ad aprire i lavori è stato il viceprefetto aggiunto Eugenio Licata, da poco alla guida dell’Area Immigrazione della Prefettura, che ha portato i saluti del prefetto Alessandra Vinciguerra. Partendo dal celebre articolo Via il Prefetto di Luigi Einaudi, ha ripercorso l’evoluzione dell’istituto: da strumento repressivo dello Stato centrale a punto di raccordo tra istituzioni e territorio. “Oggi la Prefettura vuole essere la casa della sussidiarietà, delle autonomie e dell’ascolto – ha spiegato Licata – L’abitare è il passaggio decisivo del percorso migratorio: da straniero a ospite, poi ad abitante e infine a cittadino che si prende cura del territorio”. Richiamando Galileo e Lord Kelvin, ha ricordato che senza dati raccolti con metodo non si possono prendere decisioni consapevoli.
Iris Scaramozzino, funzionaria assistente sociale della Prefettura e coordinatrice operativa di AgorAl, ha ricordato che la quarta edizione del progetto, finanziata dal Fami, è partita a marzo 2026 e durerà fino ad agosto 2027. “In cinque anni abbiamo cercato di uscire dalla logica dell’emergenza, partendo dai dati. L’ultimo rapporto dell’Osservatorio ha indicato la casa come un nodo critico che riguarda tutta la popolazione: da qui nasce il Tavolo”.
Mara Alacqua, presidente dell’Aps Cambalache, ne ha illustrato il funzionamento. Una cabina di regia istituzionale, con Comuni capofila, Atc, consorzi socio-assistenziali, Caritas e Provincia, affiancherà una rete allargata di gestori Cas e Sai, Terzo settore, patronati, sindacati e operatori immobiliari. “Vogliamo costruire una lettura condivisa del fenomeno e mappare chi fa cosa, con un’attenzione particolare all’uscita dall’accoglienza”. Il calendario prevede schede di rilevazione e focus group con i referenti Cas e Sai tra ottobre e novembre, la restituzione alla Cabina di regia a dicembre e l’incontro con la rete a gennaio. Tra febbraio e marzo 2027 si terranno i moduli formativi, in vista della firma del Protocollo d’intesa per l’inclusione abitativa nell’estate 2027.
Tiziana Piras, assistente sociale del Cissaca, il consorzio di Comuni per i servizi sociali, ha presentato il progetto gestito dal consorzio dal 2022: 25 posti in cinque alloggi tra centro storico, Cristo, Europa e Pista, con circa 40-45 persone accolte ogni anno. Crescono i nuclei di madri sole con figli e i neomaggiorenni ex minori stranieri non accompagnati. “Sempre più persone trovano casa sul mercato privato, anche grazie alle garanzie e agli incentivi del Fami Autonomia”, ha spiegato Piras. Restano importanti le reti di parenti e amici, mentre per i nuclei monogenitoriali si ricorre spesso all’emergenza abitativa del Comune.
Alessio Del Sarto, direttore di Cultura e Sviluppo, ha illustrato i quattro strumenti digitali di AgorAl: la piattaforma Combacia per lo scambio di dati tra Prefettura e gestori Cas, il magazine Agoral.it, l’app multilingue in dieci lingue e la nuova piattaforma open data dell’Osservatorio, sulla quale lavoreranno due giovani dottori di ricerca dell’Università del Piemonte Orientale. “L’obiettivo è raccogliere i dati in modo automatizzato e renderli consultabili da chi programma le politiche”.
Giacomo Bo, referente Oim per il Piemonte, ha presentato il progetto Fami Rivolare in Rete, prorogato fino a giugno 2027. “Il ritorno volontario assistito non è un’espulsione: si basa solo sulla scelta della persona” ha chiarito Bo. Oltre al viaggio, sono previsti 615 euro alla partenza e un sussidio di reintegrazione di 2.000 euro, fino a 5.000 per le famiglie. Ad Alessandria sono stati seguiti circa 50 casi, con 43 partenze, su circa 1.900 a livello nazionale.
Ires Piemonte ha infine presentato Sofia 2, il progetto regionale di formazione per gli operatori pubblici e del privato sociale, con corsi giuridici, etnopsichiatrici e socio-antropologici. Il prossimo appuntamento in città è il 26 novembre allo Spazio Yggdra, dedicato al nuovo Patto europeo su migrazione e asilo.
In chiusura il viceprefetto Licata ha sottolineato il ruolo pionieristico della Prefettura di Alessandria» nel creare sinergie e strumenti digitali per l’integrazione.






