Tra gli studenti arrivati in Italia grazie ai “corridoi universitari” coordinati Ministero degli Esteri nell’ambito del programma Iupals (Italian Universities for Palestinian Students), nato per consentire a giovani palestinesi usciti dalla Striscia di Gaza di proseguire il proprio percorso universitario in sicurezza presso gli atenei italiani, uno sarà accolto dall’Università del Piemonte Orientale, entrando così a far parte della rete nazionale di solidarietà accademica che coinvolge 21 atenei italiani e l’Università di San Marino.
“Il diritto allo studio è uno strumento di libertà e speranza, soprattutto nei contesti segnati dalla guerra e dalla sofferenza – hanno dichiarato il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore regionale al Diritto allo studio universitario Daniela Cameroni – Il Piemonte è orgoglioso di continuare a fare la propria parte accogliendo uno altro studente che potrà continuare il proprio percorso universitario nella nostra Regione. Dietro questi numeri ci sono storie, sogni e giovani vite che meritano un futuro. L’università deve essere anche questo: un ponte di conoscenza e opportunità. Ringraziamo il Governo italiano, il ministro Tajani, il sistema universitario e tutti coloro che hanno lavorato per rendere possibile la complessa e profondamente significativa operazione che da mesi consente ai ragazzi in fuga dalla guerra di proseguire i propri studi nel nostro Paese – aggiungono Cirio e Cameroni –. Il Piemonte conferma la propria disponibilità a sostenere iniziative che mettono al centro la cooperazione internazionale”.
“Siamo orgogliosi di accogliere nella nostra comunità accademica chi si trova in difficoltà – ha dichiarato il rettore Menico Rizzi . – L’Ateneo riafferma con forza il proprio sostegno al progetto Iupals; è per noi motivo di grande soddisfazione essere l’istituzione che, in questa circostanza, apre le porte a un nuovo studente. Questa scelta riflette la nostra visione di un’università aperta e globale, impegnata attivamente nei processi di internazionalizzazione e inclusione. Crediamo che, soprattutto per chi proviene da contesti difficili, Upo debba rappresentare un presidio di pace e un laboratorio di dialogo. Il nostro obiettivo è offrire gli strumenti per una crescita intellettuale che permetta di parlare il linguaggio universale della ricerca, diventando attori fondamentali per il progresso di una società più giusta”.






