Sul sito del Sistema informativo Excelsior e sul Portale Integrazione Migranti è on line la dashboard dedicata al monitoraggio dei fabbisogni di lavoratori stranieri espressi dalle imprese italiane. Lo strumento è stato realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nell’ambito del Progetto Excelsior, grazie al Programma nazionale Giovani, donne e lavoro cofinanziato dall’Unione europea.

La dashboard presenta due sezioni: la prima consente di navigare tra i principali dati relativi alle imprese con dipendenti stranieri (settore di attività, distribuzione territoriale, classe dimensionale) e di analizzare le caratteristiche degli stock occupazionali degli stranieri nel 2024 (aree geografiche di provenienza, genere); la seconda, elaborata sulla base dei dati previsionali Excelsior dell’annualità 2025, permette di esplorare le informazioni sulle entrate di personale straniero programmate dalle imprese rispetto alle principali professioni ricercate, ai settori e ai territori di impiego, all’esperienza richiesta e all’area di origine.

Sono 508mila, il 34,4 per cento del totale, le imprese che occupano lavoratori stranieri in Italia. I dipendenti stranieri sono quasi 2 milioni, oltre il 13 per cento del totale. Le più alte concentrazioni di imprese con stranieri si registrano in Trentino Alto-Adige (48,2 per cento), Emilia-Romagna (44,8 per cento) e Toscana (43 per cento). Le più alte incidenze si registrano nel turismo (48,5 per cento), nell’agricoltura, silvicoltura e pesca (46,6 per cento), nel settore manifatturiero (42,3 per cento) e nell’edilizia (40,4 per cento).

La dashboard analizza le oltre 1,3 milioni di attivazioni contrattuali di lavoratori stranieri, pari al 23,4 per cento, del totale di quelle programmate nel 2025 dalle imprese. Il settore con la maggiore incidenza è l’agricoltura, silvicoltura e pesca (185mila contratti rivolti a lavoratori stranieri), mentre nell’industria si distinguono il tessile, abbigliamento e calzature (40mila unità) e le costruzioni (circa 184mila unità). Nei servizi si osservano quote di entrate programmate relative ai lavoratori stranieri più basse, con valori sopra la media per i servizi operativi di supporto alle imprese e alle persone (con 120mila entrate programmate), i servizi di trasporto, logistica e magazzinaggio (oltre 100mila) e il turismo (quasi 290mila).

Guardando, invece, ai valori assoluti delle attivazioni programmate, i primi 5 settori per domanda di personale straniero sono il turismo, il settore primario, le costruzioni, i servizi operativi e il trasporto e logistica, che insieme rappresentano il 65 per cento delle entrate di lavoratori stranieri nel 2025. Le figure professionali più richieste dalle imprese nelle entrate programmate di stranieri sono esercenti e addetti alle attività di ristorazione (231mila), personale non qualificato nei servizi di pulizia (137mila); personale non qualificato nell’agricoltura e nella manutenzione del verde (circa 106mila); personale non qualificato addetto allo spostamento e alla consegna delle merci (86mila); addetti alle vendite (75mila); operai specializzati addetti alle costruzioni e al mantenimento delle strutture edili (73mila).