Le migrazioni non sono un fenomeno passeggero né un’emergenza destinata a esaurirsi. Sono, piuttosto, una degli elementi strutturali che stanno ridefinendo le società contemporanee. È da questa consapevolezza che nasce Crescere nelle migrazioni, la nuova monografia edita da Apes e curata da Benedetto Coccia, con un contributo del Centro Studi e Ricerche Idos.
Il volume propone una riflessione articolata sui tanti volti dei minori di origine straniera, mettendo in discussione le narrazioni semplificanti che spesso dominano il dibattito pubblico. L’obiettivo è superare la logica emergenziale e adottare uno sguardo capace di cogliere la complessità dei percorsi di vita delle nuove generazioni. Il libro si sviluppa attraverso un approccio interdisciplinare che intreccia dimensioni giuridiche, sociali, educative e culturali.
Le migrazioni emergono così come un fenomeno “totalizzante”, che attraversa sia le istituzioni sia le vite individuali. Non si tratta solo di spostamenti geografici, ma di processi che incidono profondamente sulle forme della cittadinanza, sui meccanismi di inclusione ed esclusione e sull’accesso concreto ai diritti.
Uno dei focus principali è dedicato ai minori stranieri non accompagnati. Qui si rende evidente la distanza tra il riconoscimento formale dei diritti e la loro effettiva applicazione. Le istituzioni, pur animate da intenti di tutela, possono talvolta contribuire alla produzione di nuove vulnerabilità.
Lo sguardo si amplia poi ai giovani di origine immigrata che crescono in Italia. In questo caso, il tema non è più solo la protezione, ma la partecipazione. Queste nuove generazioni vivono spesso una condizione ambivalente: da un lato esperienze di esclusione e mancato riconoscimento, dall’altro la capacità di costruire forme di cittadinanza sostanziale. Attraverso pratiche quotidiane, relazioni e rivendicazioni, mettono in discussione una concezione puramente formale dell’inclusione.
Il volume affronta anche la dimensione interculturale, descritta non come semplice competenza individuale, ma come uno spazio attraversato da tensioni, rapporti di potere e processi di negoziazione identitaria. In questo quadro, la scuola emerge come un attore centrale. Non solo luogo di apprendimento, ma spazio in cui le differenze vengono riconosciute, valorizzate o, al contrario, marginalizzate. Il sistema educativo può quindi contribuire sia alla riproduzione delle disuguaglianze sia al loro superamento.
Uno degli elementi più significativi del libro è l’attenzione alle dimensioni transnazionali della migrazione. In particolare, il volume analizza la condizione dei cosiddetti left behind, i figli dei migranti che restano nei Paesi di origine. Le loro esperienze mostrano come la migrazione non si esaurisca nello spostamento fisico, ma ridisegni profondamente i legami familiari e affettivi. L’assenza diventa così una componente strutturale delle traiettorie migratorie.
Attraverso i contributi di studiosi come Maurizio Ambrosini, Monica Barni, Marco Catarci, Antonio Ricci e Roberta Ricucci, il volume costruisce un quadro complesso e dinamico delle migrazioni contemporanee. Crescere nelle migrazioni non si limita a descrivere la realtà ma offre strumenti per interpretarla e, soprattutto, per trasformarla. In un contesto in cui il tema migratorio resta al centro del dibattito pubblico, il libro rappresenta un invito a guardare oltre le semplificazioni, riconoscendo la profondità e la portata di un fenomeno destinato a segnare il nostro tempo.






