In provincia di Alessandria l’immigrazione non è più un fenomeno emergenziale, ma una realtà strutturale che interroga il territorio e ne ridefinisce equilibri sociali ed economici. Al 1° gennaio 2024 i cittadini stranieri residenti sono quasi 50 mila, pari all’11,9 per cento della popolazione, una quota superiore sia alla media nazionale sia a quella piemontese. Ma ciò che colpisce non è solo la dimensione quantitativa. È la natura stessa del fenomeno: una presenza sempre più stabile, fatta di famiglie, seconde generazioni e persone che costruiscono nel territorio il proprio futuro. Oltre il 60 per cento dei cittadini stranieri è infatti titolare di un permesso di lungo periodo, segno di un radicamento ormai consolidato. Accanto a questo, continuano però ad arrivare nuovi flussi, soprattutto legati a ricongiungimenti familiari e richieste di asilo. Questa trasformazione impone una sfida complessa. Da un lato, occorre rafforzare servizi capaci di accompagnare percorsi di integrazione duraturi; dall’altro, è necessario gestire l’accoglienza dei nuovi arrivati, spesso portatori di fragilità.
Negli ultimi anni, la Prefettura di Alessandria ha risposto a questa complessità costruendo un modello di governance partecipata, che coinvolge istituzioni e enti del terzo settore. Un sistema che si è progressivamente strutturato anche grazie ai progetti finanziati dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (Fami), capaci di rafforzare competenze, strumenti e coordinamento. Questo approccio ha permesso non solo di migliorare la qualità dei servizi, ma anche di sviluppare una capacità di lettura del fenomeno migratorio più puntuale e aggiornata, fondamentale per intervenire in modo efficace.
Le criticità: lavoro povero e fragilità abitativa
Nonostante le opportunità offerte da un territorio strategicamente collocato tra Lombardia, Piemonte e Liguria, emergono segnali di criticità. Molti cittadini stranieri restano confinati in lavori poco qualificati e a bassa retribuzione, mentre si accentuano fenomeni di segmentazione tra comunità. Ancora più preoccupante è il tema della casa. Crescono le situazioni di povertà abitativa, con un aumento di persone senza dimora o ospitate nei dormitori, soprattutto nel capoluogo. Le fragilità colpiscono in modo particolare nuclei monogenitoriali, persone sole con difficoltà psichiche e minori. Una condizione che alimenta anche tensioni sociali e percezioni di insicurezza tra la popolazione locale.
Un progetto per rafforzare il sistema
È in questo contesto che si inserisce la quarta fase del progetto AgorAL, che punta a consolidare e innovare il modello territoriale di gestione delle politiche migratorie. Capofila è la Prefettura di Alessandria, partner l’Aps Cambalache e l’Associazione Cultura e Sviluppo. L’obiettivo è duplice: da un lato rafforzare la capacità delle istituzioni, in particolare Prefettura e Questura nella gestione dei processi migratori, dall’altro potenziare il sistema territoriale di inclusione, con un’attenzione specifica al tema dell’abitare.
Rafforzare la governance migratoria territoriale, aggiornare le competenze degli operatori del territorio sull’inclusione abitativa dei migranti, potenziare il sistema territoriale di inclusione e promuovere una maggior conoscenza del progetto e del fenomeno migratorio sono gli obiettivi strategici di AgorAL 4. Tra i risultati attesi, migliorare le capacità operative e gestionali della Prefettura e della Questura di Alessandria e la comunicazione interculturale con l’utenza straniera di qualità, aumentare l’efficienza del sistema di accoglienza Cas, potenziare sinergie istituzionali e collaborazioni di rete in materia di inclusione abitativa.
È prevista inoltre una maggiore conoscenza e l’applicazione di normative e procedure e della filiera dell’inclusione abitativa locale, la maggiore capacità di contrasto alla discriminazione e alla precarietà abitativa, il miglioramento delle capacità di identificazione di soluzioni innovative e replicabili e della transizione all’autonomia abitativa post-accoglienza.
Nel sistema territoriale di inclusione è inclusa la capacità di informazione e orientamento ai servizi “a distanza”, anche in disponibilità di un servizio di traduzione multilingue integrato. Per quanto riguarda la maggior conoscenza del progetto e del fenomeno migratorio si prevede di aumentare la consapevolezza e la capacità di analisi del fenomeno migratorio da parte di un pubblico multi-target, un maggior engagement di operatori e cittadini stranieri e la valorizzazione delle buone pratiche di accoglienza e inclusione sul territorio.
Tra i progetti previsti si trova il rafforzamento dello Sportello Unico per l’Immigrazione, l’Ufficio Cittadinanza della Prefettura e l’Ufficio Immigrazione della Questura nella gestione di tutte le procedure connesse alla migrazione, incluse quelle afferenti al flusso migratorio in ingresso proveniente da sbarco e al monitoraggio dei servizi di accoglienza Cas, il miglioramento della comunicazione interculturale tra funzionari pubblici e utenza straniera, l’aumento della qualità e dell’efficienza del sistema di accoglienza Cas sul territorio provinciale.






