Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro per gli affari europei Tommaso Foti e del ministro per la famiglia Eugenia Roccella, ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo per l’attuazione della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 giugno 2024, che modifica la direttiva Ue sulla prevenzione e la repressione della tratta di esseri umani e la protezione delle vittime.

Il provvedimento rafforza il sistema di contrasto alla tratta, adeguando il quadro sanzionatorio penale alle nuove forme di sfruttamento emergenti. Nello specifico, il Codice penale è modificato in modo da includere lo sfruttamento della maternità surrogata, adozione illegale e matrimonio forzato. Il testo tiene conto dell’evoluzione dei mezzi criminali, inserendo il riferimento esplicito all’uso delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale sia nel reclutamento sia nella diffusione di materiale relativo allo sfruttamento.

Sul fronte della tutela delle vittime, viene introdotto il principio della non punibilità per i reati commessi sotto costrizione. Viene inoltre integrata la disciplina della responsabilità amministrativa degli enti prevedendo sanzioni pecuniarie da cento a seicento euro e sanzioni interdittive per una durata non inferiore a sei mesi per le persone giuridiche coinvolte nei nuovi reati di tratta.