©Unhcr/Alessandro Penso

Sono arrivati nei giorni scorsi all’aeroporto di Fiumicino 124 rifugiati dalla Libia nell’ambito del programma di reinsediamento, una delle principali soluzioni durature promosse da Unhcr, l’agenzia Onu per i Rifugiati, per offrire protezione a persone particolarmente vulnerabili nell’ambito del programma Regionale di Protezione e Sviluppo del Nord Africa. Le persone, incluse 33 famiglie, provengono da Eritrea, Etiopia e Sudan. La maggior parte è stata selezionata per il reinsediamento sulla base di particolari condizioni di vulnerabilità, e sono presenti donne e minori a rischio e persone sopravvissute a violenza e tortura. Molte delle persone in arrivo erano state registrate da Unhcr in Libia almeno quattro anni fa, mentre alcuni vivevano nel Paese da oltre dodici anni in condizioni di forte precarietà e con accesso estremamente limitato a servizi essenziali e di protezione.

Il reinsediamento rappresenta uno strumento fondamentale di protezione internazionale e consente ai rifugiati più vulnerabili di essere trasferiti da un Paese di primo asilo verso un Paese terzo che offre protezione, accesso ai diritti e prospettive di integrazione quando il rientro nel paese di origine non è un’alternativa percorribile.

Secondo Unhcr, nel 2026 circa 2,5 milioni di rifugiati nel mondo avranno bisogno di reinsediamento, a conferma della necessità di ampliare percorsi sicuri e regolari per le persone più vulnerabili.